· 6 min di lettura · di Salimar Boat Tour
I Giardini di Villa Melzi a Bellagio
Camminando da Bellagio verso Loppia, lungo il lago, si costeggia per circa ottocento metri un parco che sembra non finire mai: sequoie giganti, cedri del Libano, canfori, azalee e rododendri, e una passeggiata che resta sempre a filo d'acqua. Sono i Giardini di Villa Melzi d'Eril, monumento nazionale.
Chi li ha voluti
Francesco Melzi d'Eril (1753-1816), duca di Lodi, vicepresidente della Repubblica Italiana napoleonica e poi gran cancelliere del Regno d'Italia. La villa neoclassica fu progettata dall'architetto ticinese Giocondo Albertolli e costruita fra il 1808 e il 1810, con gli interni finiti fra il 1813 e il 1815. Il parco all'inglese e' opera di Luigi Canonica e dell'agronomo Luigi Villoresi, gli stessi del parco della Villa Reale di Monza. Agli interni e alle sculture lavorarono Andrea Appiani, Giuseppe Bossi, Antonio Canova e Giovanni Battista Comolli.
La proprieta' e' passata per discendenza ai Gallarati Scotti, che la possiedono ancora: fu il conte Lodovico Gallarati Scotti ad aprire i giardini al pubblico e a creare il museo negli anni Settanta.
Cosa si vede
- Il viale di platani potati a candelabro, fra rododendri e azalee
- L'area orientale con il ponticello giapponese, gli aceri rossi, le ninfee e due statue egizie
- Il chiosco moresco affacciato su Bellagio, che era una caffetteria, con i busti di Ferdinando I d'Austria e Maria Anna di Savoia
- Il gruppo marmoreo di Dante e Beatrice, di Comolli
- La cappella neoclassica di Albertolli, sepoltura di Francesco Melzi, verso Loppia
- L'aranciera trasformata in museo: cimeli napoleonici e le antichita' della collezione Altichiero, fra cui la dea leonessa Sekhmet e un dignitario di Ramses II
- Un pontile con le colonne bianche, per chi arriva dall'acqua
Le piante
Sequoie sempervirens, cedro del Libano e cedro dell'Himalaya, canfori, un Pinus montezumae spettacolare sulla riva, una grande quercia da sughero, taxodium, criptomeria giapponese, ginkgo biloba e un tulipifero. La fioritura di camelie, azalee e rododendri si concentra fra fine aprile e maggio: e' il momento migliore per vederli.
Orari e prezzi 2026
- Aperti tutti i giorni da fine marzo a fine ottobre, 10-19, ultimo ingresso 18:30
- Biglietto singolo 10 euro; due giorni o piu' 14 euro; gruppi da 15 persone 8 euro; scolaresche 6,50 euro; abbonamento stagionale 50 euro
- Gratis fino a 11 anni
- Il biglietto comprende giardino, cappella e museo. La villa e' privata e non si visita
- Non serve prenotare: si acquista all'ingresso
Come arrivare
A piedi da Bellagio, circa quindici minuti lungo il lago, oppure in barca: davanti alla villa c'e' un attracco riconoscibile per le colonne bianche.
Come li vediamo dalla barca
Il tour di tre ore con sosta a Bellagio costeggia il lungolago dei giardini prima di attraccare: da lì si coglie la proporzione dell'insieme, gli ottocento metri di parco e il chiosco moresco che guarda il paese. Con l'ora libera a Bellagio c'e' il tempo per visitarli, se ti interessano.
Chi ci e' passato
Stendhal, che li elogio' e li nomino' nella Certosa di Parma. Franz Liszt e Marie d'Agoult, che soggiornarono a Bellagio nell'autunno del 1837: la loro figlia Cosima, poi moglie di Wagner, nacque il 24 dicembre di quell'anno. Fra gli ospiti storici sono citati anche Percy e Mary Shelley.











































