· 7 min di lettura · di Salimar Boat Tour
Villa Roccabruna a Blevio, dove nacque la Casta Diva
Poco dopo Blevio, sulla riva orientale, si apre un parco di sei ettari con tre ville neoclassiche, darsene e grotte romantiche. Oggi è il Mandarin Oriental, Lago di Como. Ma il nome che conta per la storia del lago è un altro: Villa Roda, la casa di Giuditta Pasta, il soprano per cui Bellini scrisse Norma.
Dalla modista libertina al soprano
All'inizio dell'Ottocento qui c'era il Casino Ribiere, casa della modista francese Madame Ribier, personaggio dalla reputazione piuttosto libertina e fonte di pettegolezzi d'epoca. Nel 1827 la comprò Giuditta Pasta, che la ribattezzò Villa Roda. Lo zio materno, l'architetto Filippo Ferranti, ne diresse il rifacimento neoclassico fra il 1827 e il 1829: il portico, ispirato a quello della Scala, fu disegnato da Francesco Hayez ed eseguito da Alessandro Puttinati.
La culla del bel canto
Quella villa fu per qualche anno il centro della musica italiana. Gaetano Donizetti vi completò l'Anna Bolena nel 1830. Vincenzo Bellini, ospite abituale, scrisse per la Pasta La Sonnambula e Norma, entrambe del 1831. Passò di qui anche Gioachino Rossini. Il nome che l'hotel portò fino al 2018, CastaDiva, viene proprio dall'aria della Norma che la Pasta cantò per prima.
Giuditta Pasta morì a Blevio il 1 aprile 1865 ed è sepolta nel cimitero del paese.
La villa che vediamo oggi non è quella
Qui sta la correzione che quasi nessuno fa. Il complesso della Pasta fu in gran parte demolito nel 1904. La Villa Roccabruna attuale fu costruita fra il 1906 e il 1910 per la famiglia Wild, industriali torinesi, in stile neorinascimentale su progetto dell'architetto Carlo Formenti. Sopravvisse una sola dependance color lilla, che ancora oggi si chiama Villa Pasta. All'interno, quattro dipinti di Achille Beltrame e una scala ovale in marmo.
Dall'abbandono all'hotel
Dopo i Wild la proprietà decadde fino quasi alla rovina. Fu restaurata e aperta nel 2010 come CastaDiva Resort & Spa dall'imprenditore Gabriele Zerbi, poi acquistata dal gruppo Mandarin Oriental nel 2018 e riaperta con il nome attuale il 15 aprile 2019.
Com'è oggi
- 75 sistemazioni distribuite in nove edifici storici, comprese due ville private: Villa del Lago e Villa della Rocca
- Una spa di 1.300 metri quadri, la più grande del lago, ricavata in un'ex darsena dell'Ottocento
- Una piscina galleggiante infinity di 40 metri disegnata da Herzog & de Meuron, in pietra di Cardoso, ancorata al fondale
- Il ristorante L'ARIA, una stella Michelin dal novembre 2019, ridisegnato da Herzog & de Meuron per la stagione 2026
- Un parco botanico di sei ettari, darsena privata con motoscafi d'epoca, energia interamente da fonti rinnovabili
L'hotel è aperto stagionalmente, all'incirca da marzo a gennaio. I prezzi variano moltissimo: in bassa stagione una camera d'ingresso può scendere sotto i mille euro a notte, mentre suite e ville private arrivano molto più in alto.
Come vederla
Dalla strada l'ingresso è discreto e non si vede nulla. Dall'acqua invece il complesso si legge tutto: le ville, il parco, la piscina galleggiante. È subito dopo Blevio, sulla stessa riva di Villa Troubetzkoy e Villa Usuelli.










































